Trattamento artroscopico della condropatia rotulea. Dottor Ennio Flores Ortopedico. Chirurgia Artroscopica. Ospedale Landolfi Solofra

flores-2Comunemente descritta come di Sidrome da iperpressione  rotulea o Sindrome da Malallineamento,  la condropatia rotulea è un’alterazione del normale scorrimento della rotula nella troclea femorale.
L’incidenza è maggiore nel sesso femminile,  per il fisiologico aumento dell’angolo”Q”(vn 12-18 gradi) un congenito valgismo delle ginocchia,  tipico delle donne.

Le cause sono molteplici, dall’ ipotrofismo muscolare specie del Vasto mediale obliquo, alle alterazioni della rotule (rotula alta o rotula a cappello frigio), dalle anomalie strutturali della troclea femorale il cui bordo laterale sembra essere più appiattito con conseguenza lateralizzazione rotulea, è importante sottolineare che tale condizione determina specie negli adolescenti una Lussazione vera e propria della rotula.
Questo tracking alterato della rotula, determina con il tempo una condizione di attrito tra la stessa rotula e la troclea femorale con conseguente consumo della faccetta articolare laterale della rotula, infiammazione della cartilagine e conseguente condrite e  dolore anteriore al ginocchio.

 

LA CLINICA

Il Paziente riferisce dolore anteriore al ginocchio spesso descritto come un peso, frequentemente accompagnato da rumori articolari e da un pseudo blocco  del ginocchio in estensione dopo parecchio tempo in cui si è tenuta la posizione assisa. L’esame clinico ci permette di  evidenziare rispettivamente uno “strabismo” rotuleo  con aumento dell’angolo “Q” dolore elettivo sulla  faccetta esterna della rotula.
Con il Test DI SMILLIE, tale dolore è potenziato dalla contrazione isometrica del quadricipite femorale, dolore o senso di stanchezza dopo che alcuni minuti il paziente ha portato le ginocchia al petto. Avremo inoltre idrarto.
Chiaramente debbono essere ricercati altri segni atti ad escludere una patologia meniscale  o lesioni capsulo legamatose associate.

 

ESAMI STRUMENTALI

flores-3Opportunamente a completamento di indagine si richiede una Risonanza Magnetica per quantificare il danno cartilagineo presente o anche un esame TC per valutare la morfologia rotulea e della troclea femorale o eventuale ipertrofia del legamento alare esterno.

 

In base al danno cartilagineo possiamo distinguere 4 stadi

 

1  Rammollimento della cartilagine senza interruzione

 

2   Presenza di fissurazioni

 

3 Presenza di fissurazioni con carie cartilaginee inferiori ai 2mm

 

4 Crepe artrosiche con messa a nudo dell’osso subcondrale

 

Queste distinzioni sono sicuramente più facili da distinguere mediante il videat artroscopico.

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TRATTAMENTO

Una volta stabilita la diagnosi inizialmente vengono dati al pazienti opportuni suggerimenti terapeutici  che consistono nel praticare esercizi isometrici di stimolo sul vasto mediale obliquo, stretching del quadricipite femorale e dei gemelli, terapia con antinfiammatori, condroprotettori tra i quali glucosamine e condroitin solfato per un periodo di circa tre mesi, ginocchiera taping atta a centrare e mantenere in situ la rotula per periodi non prolungati per non indebolire ulteriormente  la muscolatura. Possiamo consigliare inoltre dei cicli di TECAR O MAGNETOTERAPIA. Utili sono le infiltrazioni di acido ialuronico intra-articolare con una frequenza settimanale per ciclo di tre, massimo quattro, unito ad accorgimenti posturali e riduzione del peso corporeo dove richiesto.
Se malgrado l’attuazione scrupolosa della terapia non si riesce ad ottenere l’effetto desiderato si procede al trattamento artroscopico che consiste nel RELEASE del legamento alare esterno. Nell’atto chirurgico di una condropatia di grado 1 con rammollimento cartilagineo ci si astiene  dal trattamento sulla faccetta rotulea, se invece abbiamo una condropatia di grado 2 o 3 si procede a debridement della cartilagine con strumento artroscopico a fresa. Tale procedimento svolge una funzione rivitalizzante sulle rotula atta a fornire uno spot ematico con rigenerazione pseudofibrosa della cartilagine stessa.Nel caso ci troviamo di fronte ad un caso 4 con erosione e messa a nudo dell’osso subcondrale  si ipotizza una condroabrasione con perforazioni e microfratture ma il più delle volte ci si astiene del tutto rimandando il trattamento ad un accesso a perto con intervento di medializzazione rotulea. Il post operatorio consiste nel discarico per alcuni giorni, uso di una ginocchiera di scarico e riabilitazione per un periodo di circa tre mesi aggiungendo la terapia isocinetica molto utile in questi casi.

 

CONCLUSIONI

La patologia da iperpressione rotulea caratterizzata da dolore anteriore al ginocchio è una delle patologie più frequenti del ginocchio specie nel sesso femminile tra i 20 e 30 anni, è spesso bilaterale e dopo aver escluso altre patologie traumatiche del ginocchio, bisogna fornire dei provvedimenti terapeutici al paziente. In caso di mancata o insoddisfacente risposta terapeutica dopo almeno sei mesi di terapia fisioterapica il trattamento artroscopico è sicuramente valido nelle forme iniziali dove il “Tilt” rotuleo non sia particolarmente accentuato e non si siano creati episodi di lussazione. E’ indicato specie  nelle giovani donne anche per un vantaggio cosmetico a patto che venga sempre e costantemente praticata una disciplina sportiva atta a tenere tonica la muscolatura interna del ginocchio.