Sindrome del tunnel carpale. Dottor Ennio Flores Ortopedico Perfezionato in Chirurgia della Mano, Solofra

20170202_173542La sindrome del tunnel carpale è una patologia del nervo mediano che risulta compresso nel suo passaggio al polso, di solito si verifica nell’arto predominante, nel 60% dei casi è bilaterale e predilige con un rapporto di 6 a 1 il sesso femminile. La sintomatologia clinica si manifesta con un dolore spesso riferito con delle parestesie (addormentamento delle dita) che riguarda il primo secondo terzo e la metà ulnare del quarto dito. Il dolore è specialmente riferito nelle ore notturne, ha una irradiazione verso l’alto colpendo polso gomito ed addirittura la spalla, in taluni casi il paziente è costretto a scuotere o ad alzare la mano per cercare sollievo dal dolore. Nella fase iniziale avremo questo tipo di sintomatologia, successivamente, a questa sintomatologia si può associare una perdita di forza ed una soggettiva percezione di perdita di forza nelle dita e nel prendere degli oggetti, fare dei movimenti come sfogliare una rivista o come accendere dei cerini. La sindrome del tunnel carpale viene diagnosticata innanzitutto da un corretto esame clinico, il paziente appunto riferisce questo tipo di sintomatologia, noi abbiamo la possibilità di fare dei segni clinici che riguardano il segno di Tinell, che è la compressione del nervo al polso, oppure il Phalen, test che consiste nella flessione dorsale e palmare  polso. Questo tipo di manovra induce una sintomatologia dolorosa delle parestesie al centro della mano. La diagnosi non è complicata. Dobbiamo stare attenti e fare anche una diagnosi differenziale, molto spesso delle ernie cervicali che possono mascherare questo tipo di patologia, una sindrome dello sbocco toracico o altre patologie o altre neuropatie al polso come la compressione del nervo ulnare, in questo caso però il sintomo clinico riguarda più il quarto e quinto dito. L’esame pertinente, quello specifico, è l’elettromiografia, un esame che viene abitualmente fatto dai pazienti prima dell’intervento chirurgico.

Terapia consigliata

Inizialmente è consigliabile una terapia medica, possiamo somministrare dei farmaci neurotrofici, degli antinfiammatori o utilizzare delle ortesi specie nelle ore notturne, se questo tipo di trattamento non sortisce gli effetti desiderati passiamo alla terapia chirurgica. Le cause del tunnel carpale sono estremamente varie e complesse noi possiamo avere anche una causa conseguentemente ad un elemento fratturativo, oppure può essere presente nelle persone che svolgono delle attività lavorative reiterate con una gestualità frequente. In questi casi molto spesso il tunnel carpale è la diretta conseguenza di una infiammazione dei tendini flessori che di conseguenza chiudono il canale carpale dando un effetto compressivo, inoltre lo possiamo ritrovare anche in alcune malattie dismetaboliche come la amiloidosi e nel periodo del climaterio legato a fattori ormonali. Una volta che noi abbiamo dato indicazione chirurgica l’intervento viene effettuato in regime di day hospital, il paziente non pernotta viene al mattino fa gli accertamenti e si opera. L’intervento consiste in una apertura del canale carpale, l’apertura è di circa 2-3 centimetri si provvede ad una sezione del legamento trasverso del carpo e si libera il nervo mediano, pochi punti di sutura un’accurata emostasi ed un bendaggio funzionale, da portare per una decina di giorni. La prima fase della ripresa consiste in attitudini lavorative estremamente leggere, successivamente il paziente può svolgere delle terapie occupazionali più impegnative fino alla rimozione dei punti alla quindicesima giornata, l’attività lavorativa vera e propria può essere ripresa tra il trentesimo e il quarantesimo giorno, dipende anche dall’impegno dell’attività lavorativa. E’ importante sottolineare che ci sono dei casi in cui è possibile una regressione della sintomatologia come ad esempio in gravidanza o durante l’allattamento. In queste situazioni è possibile che ci sia una forma sporadica, una forma reversibile del tunnel carpale, in linea di massima aspettiamo intorno al sesto ottavo mese di allattamento, se la paziente non riferisce una dimissione dei sintomi allora comunque si procede all’intervento chirurgico. L’intervento di neurolisi del mediano è un intervento semplice però non banale, è un intervento che richiede una certa attenzione, ha un risultato di successo paragonabile quasi all’80%, il paziente già dalla prima sera dopo l’intervento non ha più sintomi e nell’arco di un mese riprende la sua normale attività.

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