CAPELLI: DIMOSTRATA L’EFFICACIA DELL’USO TOPICO DELLA FINASTERIDE PER CONTRASTARE L’ALOPECIA ANDROGENETICA

Il Dott. Fabio Rinaldi (Presidente IHRF) ha studiato gli effetti del farmaco e la sua metodologia di assunzione: somministrato localmente, anziché per via orale, arresta la caduta dei capelli riducendo il rischio di effetti collaterali

Finalmente una buona notizia per tutti coloro che, di fronte all’incedere dell’alopecia, hanno pensato di ricorrere alla ormai celebre “finasteride”, lo stesso farmaco utilizzato da Donald Trump* per rinfoltire la sua chioma. Uno studio italiano, infatti, ne riabilita l’uso confermando che i rischi di spiacevoli effetti collaterali possono essere minimizzati grazie all’utilizzo locale delle molecole, se applicate direttamente sull’epidermide e non più per via orale.

*Fonte: https://www.nytimes.com/2017/02/01/us/politics/trump-prostate-drug-hair-harold-bornstein.html?_r=0)

 

A confermarlo è il Dott. Fabio Rinaldi, medico specializzato in dermatologia e Presidente dell’IHRF (International Hair Research Foundation), che, in collaborazione con il Dipartimento di Anatomia e Fisiopatologia dell’Università degli Studi di Brescia, sta preparando per il prossimo mese di settembre una “Consensus Conference” con la presenza dei maggiori ricercatori internazionali, durante la quale saranno presentati i dati sull’utilizzo della finasteride a livello locale. Il farmaco, infatti, è recentemente finito nell’occhio del ciclone negli USA a causa di uno studio che conferma il collegamento tra l’uso della finasteride alla disfunzione erettile.

*Fonte: https://news.northwestern.edu/stories/2017/march/hair-loss-and-prostate-drugs-linked-to-persistent-erectile-dysfunction-in-men/

 

Il team italiano, dal suo canto, ha testato l’efficacia di questa metodologia, in grado di risolvere i problemi di alopecia androgenetica. “Studi recenti – ha commentato il Dott. Fabio Rinaldi – hanno scoperto come poter sfruttare i benefici della finasteride riducendo quasi totalmente gli effetti collaterali attraverso l’uso per via locale. Negli ultimi anni abbiamo testato l’efficacia di queste ricerche, applicando ai pazienti composizioni preparate in modo che la finasteride potesse passare attraverso l’epidermide e arrivare ai bulbi dei capelli, dimostrando, così, che l’assorbimento nel corpo del farmaco è molto basso e, quindi, a parità di efficacia, il rischio degli effetti collaterali è ancora più trascurabile”.

 

La finasteride è oggi considerata la terapia più utile ed efficace per la cura dell’alopecia androgenetica dalle indicazioni delle “linee-guida” scientifiche di tutto il mondo, rappresentando un’arma fondamentale per controllare i recettori della ‘5 alfa reduttasi’, in gran parte responsabili della miniaturizzazione e dell’avanzare della calvizie, sia nell’uomo che nella donna. La finasteride al dosaggio utile può essere applicata in soluzione locale una volta al giorno per qualche mese, anche se una delle modalità più efficaci e veloci per veicolarla attraverso la pelle è la dermoforesi: la tecnica di passaggio delle medicine attraverso la pelle sfruttando un campo elettrico (lo stesso principio che si usa per la cura dei disturbi articolari e muscolari). “Bastano 5 sedute di dermoforesi, una settimana in tutto, ed è possibile ottenere un effetto terapeutico efficace per la cura dell’alopecia androgenetica, sovrapponibile alla terapia per via orale. L’uso della finasteride per via topica – aggiunge il Dott. Rinaldi – è ormai una prassi consolidata: i primi studi, infatti, risalgono a circa tre anni fa. Ad oggi, ad esempio, solo per fare qualche numero, si può affermare che oltre il 20% dei soggetti che qualche tempo fa utilizzavano la finasteride oralmente siano passati all’usa topico”.

 

E se, dunque, fino a qualche tempo fa, l’uso del farmaco era stato rallentato dalle polemiche, questa nuova modalità di assunzione, nel confermarne l’efficacia, riesce a minimizzare l’insorgenza di possibili effetti indesiderati anche se – conclude il Dott. Rinaldi – “l’incidenza di questi rischi è decisamente molto bassa e sempre reversibile”.

STUDIO RINALDI – IHRF

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