Stratificazione delle malattie allergiche in un campione di adolescenti: studio osservazionale

Dottoressa Nappi Liliana – Associazione Medica “Tommaso Anardi”, Scafati (SA)

La prevalenza delle malattie allergiche è in aumento in tutto il mondo. Nello specifico l’asma rappresenta una delle più comuni malattie croniche al mondo con circa 300 milioni di soggetti affetti, la cui prevalenza è in crescita in molti paesi, soprattutto nei bambini (1). La rinite allergica è un problema sanitario globale che colpisce dal 5 al 35% della popolazione. La rinite si associa spesso all’asma e costituisce fattore di rischio per la sua insorgenza (2). L’orticaria è una patologia eterogenea che interessa il 15-20% della popolazione generale. L’orticaria cronica colpisce lo 0,5-1% della popolazione (3). In Europa le allergie alimentari hanno una prevalenza stimata compresa tra 5,7 e 61.6% (4).

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Scopo del presente studio è quello di definire l’assetto allergologico relativo a patologie quali la rinite, l’orticaria, l’asma e le reazioni avverse ad alimenti e di valutare la familiarità per malattie allergiche in un campione di soggetti adolescenti.

 

Materiali e metodi

Ad un campione omogeneo di 95 soggetti di sesso maschile, di età compresa tra i 17 e i 19 anni, dell’Istituto Tecnico Industriale “A. Pacinotti” di Scafati (SA), è stato sottoposto un test di autovalutazione anonimo dal titolo “Scopri se sei allergico” redatto e validato dalle seguenti società scientifiche italiane: SIAAIC, AAITO e SIICA. Il questionario è composto da 5 domande. La prima domanda “Ti capita di avere almeno uno di questi sintomi: scolo nasale, ostruzione nasale, prurito nasale, starnuti?” è relativa alla sintomatologia della rinite. La seconda domanda “In passato hai mai avuto orticaria (prurito sul corpo e macchie rosse)?” riguarda i sintomi dell’orticaria. La terza domanda “Ti capita di avere mancanza di fiato (affanno)?” considera la dispnea che può essere associata all’asma. La quarta domanda “Hai il sospetto di avere disturbi da intolleranza ad alimenti?” valuta sospette intolleranze (quali la celiachia e l’intolleranza al lattosio) e/o allergie alimentari. La quinta domanda “Hai parenti allergici?” riguarda la familiarità delle patologie allergiche. Alle prime quattro domande corrispondono 5 possibili risposte composte da un punteggio numerico (da 0 a 4) in base alla frequenza dei sintomi (mai, di rado, a volte, spesso, sempre). Alla quinta domanda, invece, le 5 risposte numeriche (da 0 a 4) sono relative al numero di parenti allergici (no, uno, due, tre, più di tre). Il risultato numerico di ciascun questionario è stato valutato rispetto alle 4 classi di rischio stabilite: un punteggio <5 indica uno scarsissimo rischio, un punteggio da 6 a 10 indica un rischio moderato, un punteggio da 11 a 15 corrisponde ad un rischio elevato e un punteggio da 16 a 20 è indicativo di un rischio molto elevato.

 

Risultati

Dei 95 pazienti, tutti di sesso maschile, di età media di 18 anni, tutti hanno compilato correttamente il questionario. I dati ottenuti sono stati rappresentati su grafici a torta (Fig.1). Alla prima domanda relativa ai sintomi della rinite il 4% della popolazione in esame ha risposto mai, il 29 % di rado, il 42% a volte, il 24% spesso e l’1% sempre. Alla seconda domanda relativa ai sintomi dell’orticaria il 55% della popolazione in esame ha risposto mai, il 25 % di rado, il 16% a volte, il 4% spesso e nessuno ha risposto sempre. Alla terza domanda relativa alla dispnea il 36% della popolazione in esame ha risposto mai, il 44 % di rado, il 14% a volte, il 6% spesso e nessuno ha risposto sempre. Alla quarta domanda relativa a celiachia/intolleranza al lattosio/allergia alimentare il 73% della popolazione in esame ha risposto mai, il 15 % di rado, il 9% a volte, il 2% spesso e l’1% sempre. Alla quinta domanda relativa alla familiarità per patologie allergiche il 49% non ha parenti allergici, il 23% ha risposto 1, il 19% ha risposto 2, il 4% ha risposto 3 e il 5% ha risposto più di 3 parenti allergici. Valutando le classi di rischio il 66% rientra nella classe a scarsissimo rischio, il 30% nella classe a rischio moderato, il 4% nella classe a rischio elevato e nessuno nella classe a rischio molto elevato.

 

Discussione

Se analizziamo la risposta spesso, la domanda con la più alta percentuale di tale risposta è la prima, che analizza la frequenza dei sintomi associati alla rinite. Infatti il 24% della popolazione studiata ha risposto spesso alla domanda 1. Per cui la rinite è probabilmente l’allergopatia più rappresentata nella popolazione in esame. Alla seconda domanda, relativa alle manifestazioni cutanee suggestive di orticaria, solo il 4% ha risposo spesso, ma il 16% ha risposto a volte, dato che potrebbe far pensare ad episodi di orticaria acuta. Il limite è tuttavia rappresentato dall’assenza della valutazione del criterio temporale di tali manifestazioni. La terza domanda relativa alla dispnea, è sicuramente meno specifica rispetto alle altre domande e le risposte a volte e spesso dovrebbero essere messe in relazione anche ad altre cause di dispnea come il fumo di sigaretta. La quarta domanda è generica e non consente di analizzare i singoli sintomi che potrebbero essere connessi ad eventuali allergie alimentari e/o intolleranze alimentari quali la celiachia e/o l’intolleranza al lattosio. La quinta domanda evidenzia un dato importante: il 51% dei soggetti ha almeno un parente allergico. Tale evidenza è un dato anamnestico non trascurabile, considerata la riconosciuta familiarità delle malattie allergiche. Valutando complessivamente le classi di rischio: il 30% della popolazione studiata ha un rischio moderato di avere un’allergopatia e il 4% della popolazione studiata ha un rischio elevato di avere un’allergopatia. Tale dato può essere più propriamente tradotto in termini di probabilità di essere affetto da una malattia allergica, in quanto il test utilizzato non ha un valore predittivo di sviluppo di patologia allergica. La prevalenza valutata è in accordo con la media stimata della popolazione generale.

I limiti di questo studio sono rappresentati dall’esiguità del campione di soggetti esaminati, tutti di sesso maschile e dall’assenza dell’effettivo riscontro di patologia allergica nella stessa popolazione.

 

Conclusioni

Il presente studio rappresenta un’ulteriore conferma dell’alta prevalenza di sintomi/fattori di rischio per patologie allergiche già riportata in letteratura. Per tale motivo può essere utile attuare una campagna di screening delle allergopatie, soprattutto respiratorie, in tale fascia d’età.

 

Bibliografia

  1. Global Initiative for Asthma. Global Strategy for asthma management and prevention – Update 2015
  2. Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma (ARIA) – Update 2016
  3. Valutazione statistica delle caratteristiche epidemiologiche e anamnestiche di un gruppo di pazienti affetti da orticaria cronica. Bollettino della Società Medico Chirurgica di Pavia. Comunicazione all’adunanza del 27 gennaio 2011. 124(1):99-103
  4. Grabenhenrich LB. The epidemiology of food allergy in Europe. Bundesgesundheitsblatt Gesundheitsforschung Gesundheitsschutz. 2016 Jun;59(6):745-54
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