PROGETTO DI RICERCA – INTERVENTO L’Integrazione socio-sanitaria: una metodologia di intervento possibile per una umanizzazione delle cure

Lo studio ha lo scopo di investigare il concetto di integrazione socio-sanitaria da diversi punti di vista, partendo dalle leggi italiane che la caratterizzano, il modello bio-psico-sociale come definitore innovativo del concetto di salute, la definizione in letteratura medica di umanizzazione nelle cure, il concetto di diagnosi dimensionale in psicologia clinica, e i diversi tipi di outcome derivanti dalla relazione tra operatore socio-sanitario e paziente. Lo studio mira poi a illustrare una metodologia di ricerca-intervento avvenuta su cinquanta pazienti trattati presso gli studi di uno psicologo e di un medico di medicina generale, i cui pazienti hanno ottenuto benefici in termini di outcome relazionali e clinici grazie a un preciso sistema metodologico di presa in carico e ad un lavoro integrato di équipe; ciò differisce da quanto avvenuto su altri cinquanta pazienti in cui questa integrazione tra professionisti non c’è stata, fattore correlantesi a scarsa capacità del paziente di essere autonomo nella gestione della salute, non compliance, carente percezione di sentirsi compreso nella complessità dei suoi bisogni. Questi risultati evidenziano e rafforzano l’esigenza di percepire il paziente come persona la cui salute è data da molteplici dimensioni, nonché la convinzione che l’integrazione socio-sanitaria sia ciò che possa rendere operativa tale ottica.

Key words: integrazione socio-sanitaria; salute; lavoro di équipe; multidimensionalità

128

 

 

 

 

 

 

129

 

Conclusione

I risultati dell’intervento, nonostante limiti e migliorie che potrebbero avvenire per il futuro, sono stati eccezionali. Si auspica che questo tipo di intervento contribuisca ad assumere un’ottica integrativa e olistica riguardo l’individuo, e che questa ottica non rimanga relegata solo al settore di prevenzione terziaria (cura, trattamento), ma anche a quello secondario (prevenzione stricto sensu, lettura di fattori di rischi e vulnerabilità, sintomi prodromici) e primario (promozione del benessere tramite il lavoro di équipe). Questo può avvenire nella misura in cui le ASL, gli ospedali, i centri comunemente adibiti alla cura siano “decentrati” della carica di assoluti detentori e portatori di salute, in ragione e a favore di una visione della salute come “di tutti”, delle comunità, delle scuole, delle famiglie, del vicino della porta accanto e dell’individuo stesso.

Ad una tale ottica macro-sistemica e psicosociale che contenga e ridefinisca i termini della salute, deve rispecchiarsi anche un lavoro micro-sistemico all’interno del lavoro d’équipe tra professionisti socio-sanitari, fondato su una comunicazione aperta, rispettosa, comprensiva dell’alterità, del riconoscimento di presupposti diversi da cui gli operatori partono, e dalla fiducia nel perseguimento di un comune obiettivo; tutto questo, tenendo conto che anche un insegnante, un genitore, anche il vicino della porta accanto sono investiti della capacità di promuovere nella persona una multidimensionale forma di salute. Perciò non basta che ci siano diverse forme di crescita, sostegno e aiuto per il paziente, ma che queste ultime possano e sappiano trovare un modo per dialogare tra loro, “tenersi a mente”.

Potremmo inoltre dire che l’obiettivo ultimo a cui la ricerca mira sia un crollo delle distinzioni (legislativamente ancora necessarie) tra istituzioni sanitarie e istituzioni sociali, proponendo e promuovendo, invece, una omonimia laddove, in una visione utopistica e tendenziale, il sociale si renda salute, e la salute si renda sociale: il bene dell’individuo è di tutti, e il bene di tutti è dell’individuo.

Cattura8associazione

 

 

Supervisore al Progetto: Dr.ssa Vincenza Alfano – Psichiatra e Neurologo Coordinatore al progetto: Dr.ssa Annamaria Ascione – Psicologo

 

Operatori Ricercatori: Dr.ssa Anna Adolescente – Psicologo, Dr. Francesco Marino – Psicologo