Psicosi: tra solitudine e abbandono

Supervisore al progetto: Dr.ssa Vincenza Alfano – Psichiatra e Neurologo.
Coordinatore al progetto: Dr.ssa Annamaria Ascione – Psicologo
Operatori e Ricercatori: Dr.ssa Carmela Guerriero – Psicologo, Dr. Francesco Marino – Psicologo, Dr.ssa Anna Adolescente – Psicologo

Introduzione

La ricerca esplora le problematiche e i limiti dettati dalla malattia mentale, le sofferenze e il senso di solitudine che attualmente ancora la connota, partendo da un excursus storico relativo alle condizioni psicotiche, da un punto di vista sia diagnostico – da Kraepelin (1923) fino al DSM-5 (APA, 2013) – sia legislativo, nel cui focus rientrano la Legge Basaglia e l’attuale organizzazione del Sistema Sanitario Nazionale. Si giunge poi all’esplicazione di concetti quali l’integrazione sociosanitaria (legge 328/2000) e l’umanizzazione delle cure.

Obiettivo
Lo studio mira a domandarsi se, in un campione di 31 pazienti appartenenti a studi di medicina generale collaboranti con psicologi, siano presenti i fattori ambientali e psicosociali necessari per favorire una recovery, e in che modo la soddisfazione di tali fattori influenzi la percezione della propria qualità di vita.

Ipotesi

Sono soddisfatti i bisogni psicosociali di pazienti con quadro psicotico?
In che modo la soddisfazione o non soddisfazione dei suddetti bisogni influenza la percezione che il paziente ha della propria qualità di vita?

Partecipanti

Lo studio esplorativo ha riguardato 31 pazienti con quadro psicotico, appartenenti ai territori di Pompei e Scafati e confluenti nel bacino di intervento presso gli studi di medicina generale il cui lavoro è triangolato con quello presso studi psicologici.

Strumenti

Per esplorare la qualità di vita dei pazienti, è stato utilizzato un questionario di 50 items, alcuni dei quali ripresi e adattati dalla validazione italiana del Lancashire Quality of Life Profile (Oliver, 1991).

Metodologia

Lo studio esplorativo si fonda su una esamina statisticamente accurata di quali siano gli ambiti della vita del paziente con quadro psicotico che rendano carente la qualità della vita.
Sono state svolte delle statistiche descrittive riguardo le risposte ai diversi items del questionario e delle correlazioni con il coefficiente lineare (o di Pearson) tra alcuni degli items.

 

Risultati

Si sono evinti nel campione di riferimento una qualità di vita prevalentemente insoddisfacente. Ci sono diverse statistiche descrittive che mostrano che:

La maggior parte dei pazienti non è soddisfatta lavorativamente;

Il tempo libero che la persona coltiva è molto ridotto e qualitativamente scarso, sia dentro che fuori casa;

I soggetti riportano di essere prevalentemente soddisfatti o ambivalenti relativamente al rapporto con i familiari, ma allo stesso tempo non sono soddisfatti del loro grado di indipendenza e del loro potere decisionale nella gestione della propria vita;

Vi è una percentuale molto bassa di relazioni con i familiari riferibili come importanti;

Per buona parte del campione, è evidente una scarsezza di amici e persone a cui rivolgersi in caso di bisogno nonché insoddisfazione per tale condizione;

Poco più della metà dei soggetti ha sentito di non riuscire a ricevere aiuto dai legali e da figure sanitarie nell’ultimo anno;

La maggior parte dei soggetti mostra un’alta inclinazione verso le dimensioni più svalutanti e de-costruttive riguardo la propria autostima ma, al contempo, la persona dichiara anche di avere un atteggiamento positivo e costruttivo verso sé (interpretato come una forma di ottimismo irrealistico);

Relativamente alle dimensioni del benessere e della felicità, si evince un quasi totale senso di insoddisfazione e di infelicità;

Le correlazioni svolte mostrano che le dimensioni familiari e sociali correlano con i livelli di soddisfazione di vita e felicità, pertanto i soggetti che ritengono di non avere nessuno su cui contare sono gli stessi che riferiscono un senso di insoddisfazione e di infelicità. (r = .781, p < 0.01 per le variabili famiglia-benessere; r = .512, p < 0.01 per le variabili sostegno sociale-felicità).

Conclusioni

Questi risultati rafforzano la necessità di una metodologia orientata ad una integrazione socio-sanitaria capace di portare un senso di soddisfacimento delle componenti relazionali/umanizzanti e di funzionalità della persona, intesa in termini sia biologici sia psicosociali. Si rende quindi necessario un lavoro focalizzato su un life space supportivo per l’individuo con quadro psicotico per permettergli un processo di autorealizzazione di Sé.

Bibliografia

American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (DSM-5®). American Psychiatric Pub (trad. it. DSM-5: manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Raffaello Cortina, Milano, 2014.

Cooper, J., Kendell, R., Gurland, B., Sharpe, L., Copeland, J., Simon, R., (1972). Psychiatric diagnosis in New York and London. New York: Oxford University Press.

Kraepelin, E. (1923). Textbook of psychiatry. New York: Macmillan.

Oliver, J. P. (1991). The social care directive: Development of a quality of life profile for use in community services for the mentally ill. Social Work and Social Sciences Review,  3(1), 5-45