Potenziamento Cognitivo: affrontare la disabilità e raggiungere il successo scolastico

Supervisore al Progetto:

Dr.ssa Vincenza Alfano – Psichiatra e Neurologo                                                                     

Operatori Ricercatori: Dr.ssa Mariateresa Veropalumbo – Psicologo

Dr.ssa Ludovica Mauri – Psicologo

La Psicologia Cognitiva studia i processi cognitivi tra cui l’apprendimento, un processo di acquisizione e modifica di informazioni. Come in tutti i processi, è possibile la presenza di disfunzionalità, tali da portare lo specialista ad una diagnosi. Il nostro lavoro indaga l’evoluzione in ambito storico e giuridico, l’aumento di bambini con DSA, e le metodologie; tra cui il Potenziamento Cognitivo, per poter aiutare questi bambini a potenziare i punti di debolezza e i punti di forza.

Dati MIUR rilevano, nell’a.s. 2016/2017, un aumento del numero di alunni con DSA nella scuola primaria dell’1,9 %. Mentre, per la scuola dell’infanzia vi è una lieve diminuzione di alunni a rischio DSA pari allo 0,05% nell’a.s. 2016/2017.

L’aumento delle diagnosi di alunni con DSA, nel corso degli anni, ha portato ad una crescita notevole delle certificazioni, conseguenza diretta dell’emanazione della Legge 170 del 2010, con la quale la scuola ha assunto un ruolo di maggiore responsabilità nei confronti di tali studenti.

Ed è proprio dai dati presenti in letteratura, dall’evoluzione legislativa, che nasce all’interno del nostro gruppo di lavoro, l’iniziativa di indagare sul territorio la presenza di bambini con BES, e in particolare con DSA.

La preside del III Circolo Didattico di Scafati, ha accettato di partecipare all’iniziativa, fornendo i dati dei bambini con disabilità e BES all’interno dei diversi plessi coinvolti. I dati raccolti mostrano che tra tutti i plessi di Scuola Primaria, i bambini con DSA corrispondono all’1% su un totale di 531 alunni. (Key words: potenziamento cognitivo, intelligenza potenziale, DSA, BES, apprendimento)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Conclusioni

 

Grazie a questa indagine preliminare, possiamo concludere che in questo Circolo Didattico, l’intervento di potenziamento esterno da parte di specialisti deve essere ampio e comprendere il potenziamento delle abilità cognitive, curriculari e trasversali.

Il nostro lavoro, in Materia di Bisogni Educativi Speciali (BES) e nello specifico di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), mostra l’evoluzione di questi ultimi nel sistema storico e giuridico così come nelle scuole di ogni ordine e grado.

Grazie all’emanazione della legge n.170/2010, si è stabilita l’introduzione di vere e proprie norme in materia di disturbi specifici dell’apprendimento in ambito scolastico, seguita dal D.M N.5669 del 12/07/2011 e dalle Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento.

Per i bambini/ragazzi con bisogni educativi speciali (BES) è previsto un programma scolastico diversificato (PEI) caratterizzato da misure compensative e dispensative, sostegno logopedico, psicologico e attività di potenziamento cognitivo.

Alcuni alunni possono difatti riscontrare difficoltà nell’apprendimento scolastico, nonostante la presenza di competenze intellettive nella norma o elevate, motivo per cui risulta utile l’adozione di un adeguato intervento per potenziare le abilità cognitive dell’alunno.

Il potenziamento cognitivo è un percorso personalizzato durante il quale la persona svolge esercizi al fine di migliorare le competenze risultate carenti in seguito alla Valutazione Neuropsicologica.

Esso ha lo scopo di potenziare le capacità cognitive quali memoria, attenzione, linguaggio, apprendimento, funzioni esecutive, lettura, scrittura e calcolo.

Il trattamento deve essere personalizzato e può essere applicato sul singolo caso, su piccoli gruppi o sull’intera classe, potenziando le difficoltà e i punti di forza di ogni singola persona.

Si è visto inoltre che i casi più frequenti di utilizzo del potenziamento cognitivo, riguardano i DSA (Disturbi specifici dell’apprendimento) e il DDAI (Disturbo da deficit di Attenzione e di Iperattività), lesioni cerebrali e Demenze come l’Alzheimer.

Dai dati MIUR, si è registrato un aumento in termini percentili di alunni con DSA nell’a.s. 2016/2017 di contro alle percentuali dell’a.s. 2010/2011.

In particolare gli alunni con dislessia rappresentano la percentuale più significativa del totale degli alunni frequentanti scuole di ogni ordine e grado.

 

Per la scuola dell’infanzia invece si registra una lieve diminuzione della percentuale di alunni a rischio DSA rispetto all’a.s. 2010/2011, a seguito di una maggiore attenzione nell’individuare i casi sospetti di disturbo quando i bambini sono ancora in età prescolare.

Dato il nostro piccolo campione abbiamo potuto rilevare che soltanto l’1% degli alunni frequentanti la scuola primaria riporta diagnosi di disturbi dell’apprendimento.

Inoltre abbiamo osservato che all’interno del contesto scolastico sono presenti diagnosi variegate, per cui si auspica un intervento futuro di potenziamento cognitivo sia delle abilità cognitive sia delle competenze trasversali dell’alunno.