Psiconeuroendocrinoimmunologia e Psicosomatica: Corpo-Cervello-Emozioni

LA NEUROIMMUNOLOGIA E PNEI

Il Sistema Nervoso e quello immunitario si intrecciano? Si condizionano, o sono sistemi che funzionano indipendentemente l’uno dall’altro? Le emozioni hanno un ruolo?

Supervisore:
Dr.ssa Vincenza Alfano – Psichiatra e Neurologo 

Ricercatore:
Dr.ssa Mariateresa Veropalumbo – Psicologo

La Neuroimmunologia, studia l’apparato nervoso ed immunitario per valutarne le reciproche interazioni, in condizioni normali e patologiche. Il Sistema Nervoso infatti parla al Sistema Immunitario tramite il Sistema Endocrino; il Sistema Immunitario comunica col Sistema Nervoso attraverso le molecole infiammatorie.

Fino a 10-15 anni fa la Neuroimmunologia si occupava quasi soltanto di Sclerosi Multipla (conferma Roberto Furlan, responsabile dell’Unità di Neuroimmunologia Clinica all’ospedale San Raffaele di Milano). Da allora, gli ambiti di questa disciplina si sono allargati moltissimo, e adesso riguardano anche le malattie Neurodegenerative come il Parkinson o l’Alzheimer, la SLA, o altre patologie. Perché ci si è resi conto (e questa è stata davvero una rivoluzione) che anche il Sistema Immunitario ha un ruolo significativo, spesso negativo, nell’origine di queste patologie. Si è scoperto che, una ramificata rete di sottili vasi linfatici attraversa le meningi: la sua esistenza smentisce l’idea, radicata da oltre un secolo, che il cervello fosse completamente isolato dal sistema immunitario. Ad esempio nell’Alzheimer i caratteristici accumuli di placche di proteine nel cervello potrebbero essere legati a una insufficiente rimozione delle proteine da parte dei vasi linfatici meningei, che con l’età diventano meno efficienti.

La Neuroimmunologia ha accumunato il concetto di salute ad una condizione di “omeostasi” o equilibrio biologico dell’organismo.

La salute si raggiunge con coordinate attività dei tre sistemi nervoso, immunitario ed endocrino.

C’è un ulteriore salto (anche culturale) da compiere: gli studi più recenti dimostrano che il sistema immunitario può anche influenzare i nostri comportamenti, la nostra psiche. Chiunque abbia avuto una banale influenza l’ha sperimentato: durante la malattia, non viene voglia di stare con gli altri o di impegnarsi in attività di lavoro. Il cervello disattiva tutta una serie di attività sociali, perché “sente” che il sistema immunitario è in subbuglio (riceve una serie di segnali), e ci porta a isolarci, come rivelano, sulla rivista Nature, gli studi di Jonathan Kipnis, dell’Università della Virginia (Stati Uniti). «Kipnis ha dimostrato che: esiste un complesso sistema di messaggi molecolari, utilizzati dal cervello per capire se il sistema immunitario è nella sua piena funzionalità. Se tutto è nella norma, e i segnali inviati dall’apparato difensivo lo confermano, il cervello “autorizza” i comportamenti sociali. Altrimenti, li frena, fino a bloccarli.

Forti collegamenti fra il sistema immunitario (in particolare, fra la cosiddetta immunità innata) e il sistema nervoso sono emersi anche nella depressione maggiore. Anche in questo caso, però, molti ricercatori si sono dimostrati dubbiosi, perché – dicono – è vero che l’attivazione del sistema immunitario (in particolare, del meccanismo delle infiammazioni) appare spesso presente nelle persone con forme gravi di depressione, ma non è ancora completamente chiaro se l’infiammazione sia una conseguenza o una causa. Ben vengano, comunque, questi dubbi e gli studi che cercheranno di scioglierli.

Sono ormai numerose le ricerche mediche che sottolineano la stretta connessione tra mente, emozioni e salute, ma solo di recente il complesso rapporto tra sistema immunitario e cervello è diventato oggetto di studio di una vera e propria disciplina: la psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI).

La medicina convenzionale occidentale ha cominciato a indagare su questi legami solo a partire dagli anni ‘30, con i lavori di Hans Selye sullo stress.

Oggi la Psiconeuroendocrinoimmunologia ha fatto sue le conoscenze acquisite fin dai primi decenni del XX secolo dall’ endocrinologia, l’immunologia e dalle neuroscienze, ricongiungendo queste tre branche in un unico modello coerente per arrivare a una visione più organica e unitaria della salute. La PNEI mette in rilievo anche la bidirezionalità dei collegamenti tra psiche e sistemi biologici, sottolineando la reciproca influenza esistente tra la sfera psichica e il livello fisico-corporeo. La PNEI sta cercando attraverso la ricerca scientifica, di avvalorare i suoi assunti teorici e andare oltre l’idea meccanicista e dare il via a un approcio integrato.

 

 

PNEI

Sistema endocrino                                                Sistema Immunitario

Sistema Nervoso

 

Quanto avviene nella nostra testa si ripercuote sulla condizione fisica in generale, che a sua volta influenza la psiche. «Quindi come le emozioni e lo stress modificano la salute fisica, è vero anche il contrario. È possibile curare la malattia fisica agendo anche sul lato psicologico, e viceversa».

Questa bidirezionalità è ormai assodata scientificamente grazie a numerosi studi. Già nei primi decenni del 900 si sapeva che fattori fisici, infettivi e psichici possono scatenare lo stress, inducendo una reazione neuroendocrina e neurovegetativa.

Negli anni 70 si dimostra che, lo stress causa un aumento di produzione di cortisolo, diminuendo la risposta immunitaria. In seguito fu chiarita la comunicazione bidirezionale tra cervello e immunità e, con il tempo, fu dimostrato che un’infiammazione può avere un’origine nervosa.

La portata di questa scoperta rivoluzionaria non sta solo nel rappresentare un punto di incontro tra le ricerche della medicina organica e quelle della Psicosomatica, ma nel suggerire terapie più appropriate ed efficaci per la cura di numerosi disturbi e malattie.

La Psicosomatica è la disciplina che studia i legami tra i fattori psicologici (Psiche) e quelli fisiologici (Soma): nell’originare, mantenere o guarire da una malattia considera la persona umana come una unità indivisibile in cui il disturbo si manifesta a livello organico come sintomo e a livello psicologico come disagio.

 

COS’È LA MALATTIA PSICOSOMATICA E QUALI SONO LE CAUSE?

La malattia è il risultato di meccanismi interagenti a livello cellulare, personale, interpersonale e ambientale; i fattori psicosociali (eventi di vita, stress cronico, qualità delle relazioni sociali) possono condizionare il decorso della malattia mentre fattori emozionali e stili di vita stressanti possono influenzare l’insorgenza e il decorso di varie malattie somatiche. I disturbi Psicosomatici (o Somatoformi) si possono considerare malattie vere e proprie che comportano danni a livello organico: sono causate o aggravate da fattori emozionali, caratterizzati dalla presenza di sintomi fisici che suggeriscono l’esistenza di un disturbo organico, i cui sintomi però in realtà non sono giustificati né da una condizione medica generale, né dagli effetti diretti di una sostanza e né da un altro disturbo mentale.

Esistono molti modelli interpretativi che cercano di spiegare l’insorgenza del sintomo o della malattia psicosomatica, da approcci più psicodinamici fino ad arrivare ad altri più bioenergetici o gestaltici.

Le ricerche nel campo delle Neuroscienze, ad esempio, aprono interessanti prospettive nell’individuazione di connessioni neurali tra alcuni centri cerebrali, individuati in corso di stati emozionali, e altre zone cerebrali che si attivano nel corso della elaborazione dell’esperienza.

Esistono molti modelli interpretativi che cercano di spiegare l’insorgenza del sintomo o della malattia psicosomatica, da approcci più psicodinamici fino ad arrivare ad altri più bioenergetici o gestaltici.

Le ricerche nel campo delle Neuroscienze, ad esempio, aprono interessanti prospettive nell’individuazione di connessioni neurali tra alcuni centri cerebrali, individuati in corso di stati emozionali, e altre zone cerebrali che si attivano nel corso della elaborazione dell’esperienza.

Disturbi di tipo psicosomatico possono, dunque, manifestarsi:

1.nell’apparato gastrointestinale (colite ulcerosa, ulcera gastro-duodenale, rettocolite emorragica, gastrite cronica, iperacidità gastrica, pilorospasmo, colon irritabile o spastico, stipsi, nausea e vomito, diarrea funzionale -da emozione o esami),

  1. 2. nell’apparato respiratorio (asma bronchiale, sindrome iperventilatoria, dispnea, singhiozzo),
  2. 3. nell’apparato cardiocircolatorio (ipertensione arteriosa essenziale, tachicardia, aritmie, cardiopatia ischemica, coronopatie, cefalea emicranica, nevrosi cardiaca, algie precordiali);
  3. nell’apparato urogenitale (dolori mestruali, disturbi minzionali, impotenza, eiaculazione precoce o anorgasmia, enuresi),
  4. nel sistema cutaneo (psoriasi, acne, eritema pudico, dermatite atopica, orticaria, prurito, neurodermatosi, iperidriosi, canizie, secchezza della cute e delle mucose),
  5. 6. nel sistema endocrino (ipertiroidismo o ipotiroidismo, ipoglicemia, diabete mellito),
  6. nel sistema muscoloscheletrico (cefalea tensiva o mal di testa, stanchezza cronica, fibromialgia, crampi muscolari, mialgia, torcicollo, artrite, dolori al rachide cervicale e lombo-sacrale),
  7. nell’alimentazione (anoressia, bulimia, binge eating).

In modo particolare non bisogna trascurare ciò che la pelle ci comunica.

La pelle come si sa è l’organo più densamente innervato del corpo ed esiste una stretta correlazione tra cute e sistema nervoso.

La cute è l’organo della relazione con il mondo esterno. È il primo rivelatore della nostra interiorità e della nostra personalità: attraverso il rossore, il pallore, la sudorazione si rivela uno specchio in cui uno sguardo attento può cogliere lo stato d’animo e le fantasie, i segreti e le paure.

La cute rappresenta la nostra identità. Rendendo evidenti all’esterno le risposte vascolari che segnalano situazioni emozionali interiori, rappresenta un importante mezzo di comunicazione interpersonale.

I disturbi cutanei più frequenti legati a un esaurimento delle energie psicofisiche sono:

  1. Dermatiti
  2. Dermatite seborroica: la Dermatite dei Manager per eccellenza data dallo stress, dalla vita frenetica;
  3. Eczema
  4. Orticaria
  5. Acne: stress psicofisico o come forma di somatizzazione di tensioni, ansie e fobie interne o per il logorio di eventi stressanti ripetuti nel tempo.

COSA FARE?

Determinate le cause e quindi accertato che si tratta di neurodermiti, sarà opportuno un trattamento integrato composto dalla Psicoterapia che può restituire al soggetto il senso e il significato del proprio funzionamento, rendendo esplorabili modalità più adattive, in una cornice di sostenibilità soggettiva, e dal Medico Specialista per la corretta cura della pelle.

 

Con le parole di Julia Kristeva (linguista, psicanalista, filosofa e scrittrice francese di origine bulgara)

“La psicoterapia è uno dei modi di ritessere la tela della propria vita alla presenza di un ascoltatore attento”

cit. in Mucci C., Trauma e perdono, 2014, Cortina, p. 212

 

 

Bibliografia

Alice Decker (2018). Il mistero delle malattie autoimmuni e il ruolo della psicologia.

Paolo Rossi Castelli (2017). Cervello-sistema immunitario, nuovi legami.

 

 

Sitografia

Le Scienze (2015). Scoperto un collegamento diretto tra cervello e sistema immunitario.