Diabete: oltre la definizione somatica Uno studio esplorativo sugli aspetti bio-nutrizionali, emozionali e soggettivi delle personalità diabetiche

Il diabete mellito (DM) è una condizione patologica caratterizzata da un’alterazione del metabolismo glucidico la cui espressione fenotipica è l’iperglicemia. Questa malattia, largamente diffusa in tutto il mondo, ha ripercussioni negative sia sul piano fisico che psichico.
Il presente studio esplorativo ha l’obiettivo di valutare specifiche variabili in pazienti diabetici: abitudini alimentari, percezione dell’immagine corporea, stile di vita, componenti emotive legate all’assunzione di cibo, tratti di personalità. Questo studio ha coinvolto 30 pazienti afferenti presso gli studi di medicina generale di Pompei (NA) e Scafati (SA), in Campania, Italia. Per l’analisi delle variabili considerate sono stati utilizzati due questionari e un’intervista sul vissuto emotivo di malattia. È emerso che nei pazienti diabetici prevalgono tratti disfunzionali di personalità relativi alla dimensione di personalità dell’affettività negativa e che il vissuto emotivo venga qualitativamente descritto con termini coerenti a tale dimensione (ad es. “non accettazione”, “morte”, “rabbia”); prevalgono abitudini alimentari errate (ad es. scarsa attenzione alla preparazione dei pasti) con maggiore frequenza dei pasti (>3/die) e più elevato consumo di dolci, bibite gassate e alcolici nei pazienti con elevata affettività negativa; l’assunzione di un pasto ha una funzione consolatoria aumentando il tono dell’umore e riducendo il livello di stress; si riscontrano elevati livelli di stress, scarsa propensione allo svolgimento di attività fisica, scarsa qualità del sonno; vi è una percezione distorta del proprio peso corporeo.

Key words: affettività negativa, non accettazione, nutrizione, BMI percepito, multidimensionalità

 

 

 

 

 

 

 

 

Tabella 1 Caratteristiche differenziali del diabete tipo 1 e tipo 2

 

 

 

 

 

 

Figura 3: Frequenza dei tratti di personalità di tutti i pazienti diabetici sottoposti al PID-5-BF

 

 

 

 

 

Figura 4: Confronto dei valori tra pazienti con marcata affettività negativa vs scarsa affettività negativa (con valore di cut-off pari a 1,5).

 

 

 

 

 

 

Tabella 9: Confronto tra BMI reale e percepito nel sottogruppo di popolazione con alta Affettività Negativa (cut-off 1,5)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Conclusioni

Il contesto della ricerca ha mostrato come nei pazienti diabetici spesso ricorrano dei vissuti emotivi negativi di colpa, ansia, depressione, paura e rabbia. Ciò riflette una contraddizione di fondo: da un lato abbiamo i centri diabetologici, i trattamenti farmacologici e una grande attenzione alla cura intesa come “cura del corpo”, il concetto di “salute” in termini biopsicosociali, di recovery e di umanizzazione delle cure; dall’altro l’effettiva condizione di vita della persona che probabilmente non è vista al di là della malattia.

Tra i fattori determinanti della sofferenza che condiziona la qualità della vita di un paziente diabetico possiamo dire che in qualche modo ci siano la società stessa, l’ambiente di vita e il grado di supporto e sostegno psicologico che spesso non viene fornito, determinando molto probabilmente degli effetti negativi sul modo in cui questi pazienti vivono e affrontano la propria condizione. Non a caso, come mostrato precedentemente, gli stessi soggetti che presentano alti livelli di affettività negativa sembrano avere aree più problematiche anche nella sfera alimentare. E’ quindi evidente come i fattori alimentari, psicologici e glicemici si influenzano reciprocamente compromettendo in negativo la gestione della malattia.

Attraverso questo studio abbiamo cercato di mettere luce su questi fattori, su quanto sia importante considerare la salute non come assenza di alto indice glicemico ma come uno stato complessivo di benessere che investe e riguarda tutta la persona del paziente.

Alla luce di queste considerazioni va aggiunta un’altra importante riflessione che riguarda i risvolti legislativi avvenuti nel recente Aprile 2019. L’approvazione del decreto legge n.35 ha infatti costituito un avvenimento di grande importanza nell’ambito sanitario, poiché viene finalmente trattato in maniera chiara il tema del micro team nello studio del medico di medicina generale, facendo chiaramente riferimento allo psicologo come figura di supporto nella gestione del paziente. Ad oggi, l’idea che finalmente una presa in carico integrata del paziente possa farsi strada anche negli studi di medicina generale costituisce una prospettiva che, si spera, possa realmente concretizzarsi nel minor tempo possibile.

Questa ricerca esplorativa ha, tra le altre cose, cercato di mostrare quanto tale integrazione in ambito sanitario sia importante, in questo caso specifico per i pazienti diabetici, ma, certamente, anche per  pazienti con altre tipologie di problematiche. Difatti, il nostro studio si è focalizzato sulla definizione di malattia diabetica per gli aspetti biomedici, nutrizionali e i fattori psicologici (funzionali, psicodinamici e psicosomatici), mirando a guardare non tanto al paziente/malato come “da riparare”, ma alla persona diabetica come costellata da conflitti intrapsichici e intimi (rabbia, tristezza, scarsa autostima, percezione di bisogno negato di dolcezza e amore, errata visione del confini del corpo) ineluttabilmente intrecciati e speculari agli aspetti interpersonali (alimentazione, dieta, relazione di bisogno nei confronti del medico, emozioni ambivalenti di disforia e dipendenza verso gli altri, solitudine). Compito delle professioni sociosanitarie è aiutare il paziente a percorrere un cammino di cura e senso, i quali vanno visti come sinonimi.

 

Supervisore al Progetto:
Dr.ssa Vincenza Alfano – Psichiatra e Neurologo

Coordinatore al progetto:
Dr.ssa Annamaria Ascione – Psicologo

Ricercatori:

Dr. Francesco Marino – Psicologo
Dr.ssa Carmela Guerriero – Psicologo

Dr.ssa Martina Delle Chiaie – Nutrizionista

Dr.ssa Carmen La Mura – Psicologo

Dr. Luigi Coppola – Medico

Dr.ssa Anna Adolescente – Psicologo